SIDEREAL MESSENGER

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Solo show of Anastasiya Parvanova
27 gennaio – 29 marzo 2024
(wed – sat, 11h – 18h and by appointment)
A plus A Gallery
T +39 041 2770466
E info@aplusa.it

Photo Credits Clelia Cadamuro


EN

Sidereal Messenger presents itself as humanity’s dream of life and nature in which concepts and visions of astrophysics and astrobiology are projected into painting on canvas. The title refers to the famous treatise Sidereus Nuncius in which Galileo Galilei described, for the first time in the world, his concrete discoveries made with a telescope that he improved himself. The exhibition is a liminal space between dreaming and waking, waking and sleeping. It is a nighttime prayer of awareness, a morning breeze of the knowledge before us – a portal for the arrival of the new.

“Every new conquest of human knowledge extends the mystery, makes men more attached with the occult. It is not true that science diminishes poetry’s possibilities. Science, with its discoveries, increases poetry’s possibilities precisely because it extends, deepens, makes its mystery more intense. As we know more, we know less.”
Giuseppe Ungaretti, Rai Radio interview, 1961

Poetry and painting unveil the world. They explore inner spaces of the mind and the universe. The privilege of being human and men’s responsibility is to know the world and witness with great care.

We can unlock the secrets of what we are and what the world can be. And by doing so, the image that we gain, this image can change, and with it our ways of thinking. With thought throughout history, we slowly changed the grammar of the world.

By trial and error, by constantly exploring and questioning ourselves we adapted the image of the world we carry. Moving forward by mistakes, we often impose truths on ourselves. Ideas of truth are valuable, but ones established we sometimes do not question them enough, but science teaches us, that we should accept to live in relative uncertainty whilst traveling through knowledge. We long for an absolute foundation, but it is our distance from it, that sharpens our readiness to change when new observations occur.

There is something bigger than us and we are interwoven into it. In painting as in science, we explore this connectedness of ourselves with everything. And by taking interest in discoveries or theories related to physics — our scientific way to know nature — we find an endless well of knowledge we can travel thru. Being such a mind traveller helps us understand who we are and what we can be. A constant redrawing of the world but building on the past.

We are persistently looking for an image of the world that works better than before. What is matter or beyond? Can we as humans see it? See it thru science? See it through art?

This exhibition is conceived as a dream that mankind has about life and nature. The spatial arrangement of the gallery follows this path. It is a liminal space between dream and awakening, wakening and falling asleep. It is a goodnight prayer of awareness, a morning breeze of knowledge ahead of us — a portal for the ever coming of the New.

Anastasiya Parvanova

Venezia, il percorso tra poesia e scienza di Anastasiya Parvanova, 2024
di Zaira Carrer
IT
Negli spazi della galleria AplusA di Venezia, fino al 29 marzo 2024, è possibile immergersi nell’immaginario di Sidereal Messenger, seconda personale in Italia dell’artista bulgara Anastasiya Parvanova.

«Da piccola, prima di concedermi al sonno, come una preghiera, mi concentravo sull’immaginare di stare davanti ad un pianeta, per esempio Giove, e visualizzare quanto esso sia enorme in confronto al mio corpo minuscolo. Stavo davanti a questa massa infinitamente grande, provando ad immaginarmi come se fossi stata lì, e sentivo un’espansione paradossale, il mio corpo e la mia mente si commuovevano. La pittura per me è un altro modo di esplorare questo “esercizio”».

È con queste parole che Anastasiya Parvanova (1990, Burgas, Bulgaria) ci introduce al cosmo incantato di Sidereal Messenger, la personale dell’artista visitabile presso la galleria AplusA di Venezia.
Quella che qui ha preso dimora è un’esposizione complessa, stratificata, in cui l’artista ci trasporta di fronte all’infinitamente grande, ma senza mai tralasciare l’infinitamente piccolo. Qui, la pittrice bulgara va a creare un teatro luminoso dove spuntano funghi dalle spore dorate e dove germogliano creature mostruose, messaggeri delle leggi astrali.

La vetrina della galleria, incastonata tra le calli di Venezia, diventa così un portale segreto, sul quale regna sovrano un airone dalla coda trapuntata di costellazioni, solo la prima di una numerosa serie di creature mistiche che ci accompagnano nel percorso. A seguire: un delicato Fragola Octopus in ceramica, il volto di una donna che dorme tra la vegetazione variopinta, le falene rosa di Sunlight Whispering Slumber. E poi ancora: le zampe azzurro acceso e la coda-scettro del grifone al centro dell’opera Guardians of the Silent Sands, un’opera preziosa per capire a pieno la mostra. Qui, infatti, figure arcaiche, genii loci, si stagliano su un panorama desertico, che ci rimanda a pianeti lontani e a concetti di astrofisica. Dunque: spirito e scienza, due elementi che non si escludono a vicenda, ma anzi si fanno complementari. La sabbia, poi, è un elemento essenziale per Anastasiya, essendo un materiale che dimostra alla perfezione come tutto, lentamente, tenda a disgregarsi e a livellarsi sotto la pressione di trazioni invisibili.

Questo percorso in bilico tra fisica e poesia continua il suo tracciato al piano superiore della galleria, dove si può fare la conoscenza, tra l’altro, del Giardiniere del sole, che riversa gocce di calda luce attorno a sé: si tratta di uno spirito divino o della personificazione di forze fisiche, palpabili? Per la Parvanova non sembra esserci poi tutta questa differenza: la scienza una «religione cosmica», ma priva di quei dogmi che ci impediscono di cambiare, di ricercare nuove vie.

Nella stessa sala, il grazioso lino Ero un manto verde ci introduce al tema della botanica, che si fa preponderante nell’ultima stanza dell’esposizione. Qui, nella grande tela Radici (Fili, ife e grifi), l’artistarappresenta un luminoso reticolato di ife, vale a dire quei filamenti carnosi che, uno di fianco all’altro, vanno a formare il corpo del fungo e che ad esso permettono la comunicazione. È senza dubbio impressionante quanto queste cannule vegetali assomiglino alle reti neuronali che si stratificano nei nostri cervelli; un concetto, questo, che si fa esplicito nei due Fiori stratosferici che concludono la mostra. Queste due opere, in ceramica l’una e in matita su carta l’altra, altro non sono che il ritratto di un pensiero filamentoso, che cresce come un fiore verso il cosmo.
Ogni lavoro esposto, dunque, può essere visto come un portale cangiante, che porta verso l’esterno, ma anche verso la nostra interiorità. Questa idea di portale viene accentuata dall’allestimento stesso della mostra: sul pavimento della galleria hanno trovato posto stralci di tela colorata disposti in sinuosi sentieri che ci trasportano dentro ogni opera, dove si concretizza quella visione di cui parla l’artista quando scrive: «Attraverso i miei dipinti crittografo il mio mondo utopico, così come lo comprendo e lo desidero io».

Testo di Zaira Carrer

Gli orizzonti astrali di Anastasiya Parvanova da A plus A Gallery, 2024
di Lisangela Perigozzo
IT
Sidereal Messenger si configura come una suggestiva rappresentazione del sogno umano riguardante la vita e la natura, intrisa di nozioni di astrofisica e astrobiologia che prendono forma mediante il gesto pittorico. Anastasiya Parvanova concepisce la mostra, in corso da A plus A Gallery a Venezia, come un’immersione in uno stato dormiente, accogliendo lo spettatore sulla soglia di un sogno. Per delineare questo ambiente onirico, Anastasiya allestisce in entrata una vasta tenda dalle fattezze di un airone − volatile che nel folclore giapponese simboleggia il passaggio a un’altra dimensione − creando così una sorta di confine visivo tra il mondo reale e quello immaginario. I
suoi lavori costituiscono le tappe di un viaggio visionario in remoti territori siderali, dove lacerti di tessuto colorato disposti sul pavimento delineano il percorso all’interno dello spazio espositivo.
Il sogno assume un ruolo rilevante nel processo creativo di Parvanova, rappresentando il suo momento favorito per visualizzare i soggetti delle sue realizzazioni, successivamente trasposti su tela ma non solo. La composizione sul supporto non segue schemi forzati, ma si manifesta come risultato delle libere associazioni dell’artista che avvengono durante lo stato crepuscolare di transizione tra la veglia e il sonno leggero, detta anche fase di addormentamento. Anastasiya raffigura luoghi inesplorati, appartenenti alla sfera della mente e dell’inconscio, permettendo alle immagini di formarsi spontaneamente.
Le sue opere sono portali spalancati su dimensioni sconosciute che conducono l’osservatore attraverso scenari fantastici, rivelatori di tracce di un’umanità perduta, simulacri di civiltà ormai tramontate. Nella sala al primo piano, una roccaforte di ceramica si erge (abbandonata?) su un terreno sabbioso. Talvolta elementi folcloristici e fiabeschi si amalgamano a componenti di ispirazione fantascientifica. Lo sguardo peregrina per le distese dalle vivaci tinte atmosferiche − all’apparenza miraggi sahariani o pendii montani o, ancora, abissi oceanici − popolate da insoliti organismi alieni, esseri antropomorfi, invertebrati marini e rettili.
In queste visioni astronomia, cosmologia, fantasia e creatività convergono, restituendo un’esperienza visiva coinvolgente. Parvanova, interessata alla fisica quantistica, riesce a integrare in modo originale tali concetti nelle proprie opere, rielaborandoli durante il processo creativo. In particolare, il contributo del fisico teorico Carlo Rovelli sulla gravità quantistica è per lei fonte di grande ispirazione. Il titolo stesso della mostra, invece, richiama il celebre trattato Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, contenente le sue rivoluzionarie scoperte effettuate con un cannocchiale di sua invenzione.
L’arte e la scienza diventano così canali complementari per esplorare orizzonti inediti. Discipline strettamente connesse, entrambe suscitano una profonda riflessione sull’esistenza umana nel tempo e nello spazio, portandoci a una maggiore auto-consapevolezza della nostra relazione con l’universo. Nella pratica sia dell’una che dell’altra è importante adottare sempre nuove prospettive attraverso la sperimentazione. Anastasiya traduce queste considerazioni nei suoi lavori, utilizzando l’arte come strumento espressivo. In questo contesto la pittura e la scultura, analogamente alle materie scientifiche, costituiscono un mezzo tramite cui esplorare nuovi ambiti della conoscenza.

Testo di di Lisangela Perigozzo

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